La nostra storia
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La Società Italiana di Storia della Medicina (SISM), nata in Perugia nel 1907 con il nome di Società italiana di storia critica delle scienze mediche e naturali, nel 1956 si definì con il titolo attuale, abbracciando alcune tendenze scientifiche ed umanistiche di metà Novecento ed orientando le proprie ricerche verso le molteplici direzioni indicate dalla medicina e dalla storia insieme.

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La Storia della Medicina in Italia è stata in passato una disciplina coltivata da volenterosi ed appassionati medici che nella materia vedevano uno strumento importante per comprendere l’autentico significato della medicina come complesso di sistemi di idee sottesi alle diverse azioni via via messe in campo per soddisfare il bisogno di cura, e se possibile il desiderio di guarigione, del paziente. Per molti anni la materia ebbe presenze ufficiali sporadiche nell’insegnamento universitario, mentre oggi gli ordinamenti didattici la vedono inserita nei piani di studio di pressoché tutti i corsi di laurea delle facoltà mediche, nonchè in molti di altre facoltà, pur non avendo precisi vincoli né sul piano didattico né su quello delle propedeuticità.

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Dopo le proposte settecentesche che ne dichiararono decisamente l’importanza, nel XIX secolo la storia della medicina fu professata nelle Università da maestri illustri, come Salvatore De Renzi, Angelo Camillo De Meis, Francesco Puccinotti, Alfonso Corradi, Giuseppe Cervetto, Guido Giacosa. Il magistrale impegno di tanti docenti ed il fiorire di una ampia letteratura specialistica preparò il fertile terreno sul quale Domenico Barduzzi (1847-1927) potè operare per giungere nel 1907 a fondare una società scientifica che accogliesse studiosi e cultori della disciplina. Domenico Barduzzi, professore ordinario di Dermopatologia e Clinica dermosifilopatica nell'Università di Siena, aveva sempre coltivato con passione e competenza gli studi storico-medici. Egli era convinto della utilità di promuovere lo studio della Storia della Medicina nelle Università e poteva contare sul conforto operoso di molti colleghi e medici che mostravano una schietta e genuina inclinazione verso questa materia. Con il suo efficace operare, nel 1907 si costituì la Società italiana di storia critica delle scienze mediche e naturali, che ebbe nell'illustre personalità di Guido Baccelli, clinico medico di Roma e Ministro del Regno, un autorevole sostenitore, insieme con tanti altri cattedratici delle università Italiane.

La Società ha attraversato un secolo, incontrando e superando momenti difficili imposti talvolta dalle contingenze esterne talaltra dai malumori interni, ma con l'impegno dei molti soci e dei suoi organi, essa è notevolmente cresciuta parallelamente all’affermarsi degli studi di storia della medicina che, man mano, sono usciti dall’esclusivo interesse di un numero limitato di ricercatori, appartenenti per lo più all’area medica, per aprirsi alla cultura di un pubblico più vasto e ad altri ambiti disciplinari. Oggi continua la propria opera organizzando congressi e ponendosi come punto di riferimento degli studi e delle ricerche specialistiche del settore. Sino dai primi anni dopo la sua fondazione, la Società pubblica una rivista periodica che raggiunge gli aderenti e molti altri studiosi che desiderano riceverla: la Rivista Italiana di Storia della Medicina.

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